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Incontro all’Istituto Nazionale di Studi Romani – 13 dicembre 2018

Cari amici,

giovedì 13 dicembre, alle ore 16, nella prestigiosa sede dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, presenteremo la nuova edizione dei sonetti di Belli, curata da Lucio Felici, Pietro Gibellini, Edoardo Ripari (Einuadi 2018, 4 v.).

All’incontro, che organizziamo nella forma della tavola rotonda, parteciperanno Pasquale Stoppelli e Claudio Costa, e una gruppo di giovani studiosi di Belli: Kevin De Vecchis, Herbert Natta, Davide Pettinicchio, Giulio Vaccaro.

Nell’occasione sarà possibile comprare i quattro volumi, peraltro con una favorevole condizione di acquisto.

Vi aspettiamo

Marcello Teodonio

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Istituto Nazionale di Studi Romani

Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli

 

Giuseppe Gioachino Belli, I sonetti

a c. di Lucio Felici, Pietro Gibellini, Edoardo Ripari

Einaudi editore, 2018

 

saluto di Gaetano Platani, Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Romani

 

13 dicembre 2018 tavola rotonda

o     Pasquale Stoppelli, ricordo di Lucio Felici

o     Claudio Costa

o     Kevin De Vecchis

o     Herbert Natta

o     Davide Pettinicchio

o     Giulio Vaccaro

coordina Marcello Teodonio

 

saranno presenti Pietro Gibellini ed Edoardo Ripari

Invito

 

Incontro al Teatro Argentina – 11 dicembre 2018

Cari amici,

martedì 11 dicembre, alle ore 17, alla sala Squarzina del teatro Argentina, per i nostri incontri ci sarà la presentazione del libro di Elena Polidori Amatrice non c’è più. Ma c’è ancora (Neri Pozza, 2018). Si tratta di una ricostruzione in presa diretta degli eventi legati al terribile terremoto avvenuto ad Amatrice nella notte del 24 agosto 2016. 

Il libro prende le mosse dalla citazione di un testo (ancora oggi inedito) di Giuseppe Gioachino Belli, il quale intorno al 1820 aveva trascritto una serenata ascoltata appunto ad Amatrice. 

Il libro sarà in vendita, e si ricordi che il ricavato sarà devoluto per la ricostruzione di Amatrice. 

A parlarne saranno l’autrice, Elena Polidori, e il nostro Enrico Meloni, che ci parlerà del valore di questo testo belliano. 

Vi aspettiamo! 

Marcello Teodonio 

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CENTRO STUDI GIUSEPPE GIOACHINO BELLI

IL 996 DA ROMA ALL’EUROPA a cura di Marcello Teodonio

 

presentazione del libro

Amatrice non c’è più. Ma c’è ancora

di Elena Polidori, Neri Pozza, 2018

 

ne parlano 

Enrico Meloni: Giuseppe Gioachino Belli “amatriciano”

Elena Polidori: “Il vaso piegato”. Il terremoto di Amatrice

 

letture di Stefano Messina

 

martedì 11 dicembre 2018, ore 17,00

Teatro Argentina, largo di Torre Argentina 52

 

ingresso libero fino ad esaurimento posti

Nuovo volume – G. G. Belli. La commedia romana e la commedia celeste

Giuseppe Paolo Samonà, G. G. Belli. La commedia romana e la commedia celeste, Roma, Il cubo, 2017 

Questo fondamentale studio di Giuseppe Paolo Samonà su Giuseppe Gioachino Belli vide la luce quasi mezzo secolo fa ma, inspiegabilmente, passò quasi inosservato. Forse il poeta romanesco era all’epoca per lo più considerato ancora “un minore”, forse l’approccio dello studioso era troppo innovativo rispetto ai tempi o forse troppo fuori dal coro, fatto sta che il volume ebbe scarsa risonanza critica.
Solo oggi che Belli è considerato pressoché unanimemente un grande della letteratura non dialettale ma italiana, emerge appieno tutta la sagacia di Samonà: la sua acutezza nel suggerire ap­profondimenti tuttora inediti e originali chiavi di lettura per interpretare non solo i sonetti ma anche l’uomo, la puntuale analisi della critica bel­liana coeva, la stigmatizzazione di ogni superficialità o banalizzazione del­la poetica di Belli, di­fet­to in cui incorrevano – e incorrono – spesso molti “letterati” ingannati dall’apparente semplicità dei versi.

 

Giuseppe Paolo Samonà (Palermo 1934-Roma 1996) è stato ordinario di letterature comparate presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, docente di lingua e letteratura italiana presso l’Università nazionale di Mogadiscio e l’Université de Montréal, comparatista, slavista, traduttore e poeta. Per alcuni anni lavora nella redazione de «l’Unità», ma ne è espulso nel ’63 perché considerato “dissidente”. Nello stesso anno fonda con Giulio Savelli la casa editrice Samonà e Savelli, divenuta punto di riferimento per i movimenti giovanili a cavallo del ’68 e un vivaio per giovani intellettuali e politici.
Tra i suoi scritti più importanti si ricordano, oltre alla monografia su Belli (1969), quella su Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, i Racconti, Lampedusa (1974), considerata fondamentale dagli studiosi dello scrittore siciliano, e il saggio Letteratura e stalinismo (1974).
Studioso di lingue e culture slave e di problemi della traduzione poetica, nel 1981 traduce poesie di S. Esenin, mentre i suoi contributi per la Storia della civiltà letteraria russa, diretta da M. Colucci e R. Picchio, escono postumi nel 1997.
Nel 1986 pubblica una raccolta di proprie poesie, Le sette vite.

Nuovo volume – La presenza di Dante nei testi di Giuseppe Gioachino Belli

Angelica Fedeli – Marcello Teodonio, La presenza di Dante nei testi di Giuseppe Gioachino Belli, Roma, Il cubo, 2017

Volume realizzato grazie al contributo del MiBACT.

Giuseppe Gioachino Belli mette al centro della propria ispirazione il modello supremo di Dante, la cui fortuna proprio nella prima metà dell’Ottocento stava diventando fondamentale per la costruzione dell’identità nazionale: nella Roma papalina attraversata dalle contraddizioni di una cultura che faceva i conti con l’enorme eredità del passato, classico e classicista, e le moderne esigenze di realismo e di spirito critico, Belli dedica a Dante una parte importante dei propri studi, come testimonia la presenza di riflessioni e di approfondimenti dell’opera dantesca che si sviluppano per tutto l’arco della sua vita.

Maestro di forma (il volgare nella sua essenza di lingua fondante), modello di percorso esistenziale (l’esilio, la coerenza estrema, la vita come viaggio di conoscenza), poeta convinto della fondamentale importanza della letteratura come costruzione della coscienza individuale e collettiva, Dante diventa così per Belli il punto di riferimento della sua ispirazione, che poi riesce a tradurre con la novità sconcertante del sonetto in dialetto.

Questo libro riporta, corredandole con un ampio commento, tutte le occorrenze in cui Dante viene citato negli scritti di Belli: gli appunti sulla Commedia, che sono del tutto inediti, cui sono stati aggiunte tutte le citazioni tratte dallo Zibaldone, dalle lettere, dalle altre prose, e quelle presenti nelle poesie in dialetto e in italiano.