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“L’anno scompartito a pprova / tra Purcinella e Iddio” Maratona Belli – 21 aprile 2021

“L’anno scompartito a pprova / tra Purcinella e Iddio”

Maratona Belli – 21 aprile 2021

Roma, 20 aprile 2021

Cari amici,

anche quest’anno la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma e il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli, con la realizzazione di Zètema Progetto Cultura s.r.l., hanno organizzato la Maratona Belli per ricordare nel giorno della fondazione della nostra città (21aprile) il suo massimo interprete, Giuseppe Gioachino Belli.

Stavolta la maratona ha ripercorso l’anno (eventi, momenti, feste, ricorrenze), che a Roma secondo Belli era “scompartito a pprova” (diviso a gara) tra Pulcinella e Dio (il sacro e il profano, lo spirito e il corpo, lo spirituale e il sensuale).

In allegato vi invio la scaletta con: l’orario in cui verranno messe in rete le interpretazioni; l’avvenimento dell’anno ricordato; l’interprete del sonetto; il titolo del sonetto.

Si potrà assistere alla maratona dalle ore 14.00 del 21 aprile sulla pagina Facebook della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali www.facebook.com/SovrintendenzaCapitolina.

Sul sito www.sovraintendenzaroma.it/, a evento concluso, la maratona resterà sempre accessibile.

Grazie a tutti.

E sempre evviva il nostro grande poeta, cui speriamo così di rendere omaggio come merita.

 

Il Presidente del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli

Marcello Teodonio

Li fijji

Disiderà li fijji, eh sora Ghita?
Sí, ppe le bbelle ggioje che vve danno!
Prima, portalli in corpo guasi un anno:
Poi, partorilli a rrisico de vita:
Allattalli, smerdalli: a ’ggni malanno
Sentisse cascà in terra stramortita:
E cquanno che ssò ggranni, oh allora è ita:
Pijjeno sú er cappello, e sse ne vanno.
Cqua nnun ze pò scappà da sti du’ bbivi:
Si ssò ffemmine, sgarreno oggni tanto:
Si ssò mmaschi, te viengheno cattivi.
’Ggniggiorno un crepacore, un guaio, un pianto!…
E vvòi disiderà li fijji vivi?!
No, nnò, ccommare: Paradiso santo!

Roma, 3 febbraio 1833

Er bon capo d’anno

Bbon capo-d’ajjo a llei, sora Maria.
Nun c’è arisposta? e cche vvor dì? vve fanno?
Eh oggi s’ha da vive in alegria
E nnun pijjasse de ggnisun malanno.

Anzi, io volevo, per nun dì bbuscìa,
Che ffascessimo inzieme un contrabbanno;
Ché cquer che se fa oggi, sposa mia,
Poi se seguita a ffà ppe ttutto l’anno.

Tutti li gusti hanno da èsse a ccoppia
In sto ggiorno; e inzinenta in paradiso
Se dà a li santi la pietanza doppia.

E pperché er Papa ha mmesso er giubbileo?
Perché er bambin Gesù ss’è ccirconciso,
E ‘r fijjolo de Ddio s’è ffatto ebbreo.

Roma, 24 dicembre 1832             Der medemo